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INFERNO, LA RECENSIONE

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Robert Langdon torna a risolvere enigmi artistici del passato in Inferno, il nuovo film tratto dall’omonimo romanzo di Dan Brown.

Le avventure del simbolista di Harvard non sono finite. Robert Langdon si risveglia in un ospedale di Firenze, vittima di una profonda amnesia, dopo che alcuni uomini misteriosi hanno tentato di ucciderlo e sembrano voler portare a termine il lavoro. Si affida al medico Sienna Brooks per recuperare i suoi ricordi e svelare ancora una volta i misteri che si annidano intorno all’opera immortale di Dante, le cui immagini criptiche sembrano non voler abbandonare la mente dello studioso. Il Consortium, un’organizzazione segreta, sarà il nuovo nemico da sconfiggere. Un ritmo ricco di tensione in una battaglia tra il bene e il male che sembrano avere confini molto sottili.

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Inferno di Ron Howard, terzo adattamento cinematografico dalla saga letteraria di Dan Brown è un film metà action e metà thriller, la pellicola è meno enigmatica dei precedenti Il codice Da Vinci e Angeli e Demoni, più vorticosa nella successione di eventi e con un ritmo sostenuto, la nuova avventura dell’esperto di simbologia religiosa Robert Langdon. Ambientata per buona parte a Firenze ,  trasloca successivamente a Venezia e Istanbull (ricostruita in green screen per le scene en plein air). Depurata da alcune assurdità che avevano fatto storcere il naso a più di un fan di Brown, il film è più snello, scattante e focalizzato su un’unica tematica, un’unica minaccia: la sovrappopolazione come minaccia globale, considerata da molti l’unico vero male che può portare all’estinzione della razza umana entro cento anni. Un tema attuale, trattato con intelligenza, che colpisce e fa pensare lo spettatore mentre segue per due ore filate le folli corse di Robert e Sierra e gli intricati misteri. Il resto lo fanno le magnifiche location, per tre quarti italiane (Firenze, splendida, così come Venezia) ma anche la Basilica delle Cisterne di Istambul, il cast è perfetto Tom Hanks è il professionista che conosciamo, Felicity Jones una degna controparte nel ruolo della dottoressa che lo aiuta, Omar Sy verosimile nel suo primo ruolo significativamente serio. Merita una nota a parte l’attore Irrfan Khan che, grazie anche all’ambiguità del suo personaggio, sfodera più estensione interpretativa e fine humour a tutto ciò va aggiunto un ritmo che non permette di annoiarsi per un solo minuto. Si può volere di più? In realtà sì, sarebbe doveroso pretendere di più, ma con il materiale di partenza disponibile sembra essere davvero essere stato fatto il massimo per portare in scena il miglior adattamento possibile. I nomi e i mezzi in gioco sono stati effettivamente una garanzia, e Inferno non deluderà il suo pubblico di riferimento.

 

 

TRAILER

di Mauro Cerminara

 
 
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