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INTERVISTA ALLA REGISTA ELEONORA PRIVITERA

La regista e insegnate residente a New York si racconta sulle pagine di iMOVIEZ Magazine

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Vivere a New York tra insegnamento collaborazioni e progetti in corso: Eleonora Privitera.

 

 

Eleonora, innanzitutto come ti trovi a vivere a NY? In che modo stai trascorrendo le festività natalizie?
All’inizio e’ stata molto dura, nonostante avessi già vissuto in grandi città come Londra e Buenos Aires, i primi mesi di vita a New York sono stati molto faticosi rispetto alle altre città. E’ talmente tanto dispersiva, frenetica e competitiva che mi ci sono voluti un po di mesi prima di trovare il mio equilibrio. Tuttavia, oggi, sento di aver costruito delle basi solide per continuare ad investire qui il mio futuro e la mia carriera. La pandemia anche qui ha limitato grandi festeggiamenti, per cui sto trascorrendo le vacanze in compagnia di pochi amici, facendo pranzi e cene, visitando musei e facendo lunghe passeggiate nei parchi e nelle strade innevate della città.

Ci racconti com’è insegnare Cinematografia e Montaggio alla New York Film Academy?
La mia avventura alla New York Film Academy e’ cominciata da studentessa, quando mi sono trasferita a New York per iniziare il corso di 1 anno in Documentary Filmmaking. Ricordo ancora le prime classi di cinematografia con l’acclamata filmmaker Claudia Raschke che insegnava con l’aiuto delle sue assistenti, e io che dentro di me pensavo che una volta diplomata, avrei voluto essere una di loro. E così e stato. Dopo qualche settimana dalla graduation ho iniziato prima a fare da assistente, per poi avanzare di ruolo e diventare un insegnante per i workshop di 4 e 6 settimane. Mi sono molto sorpresa di quanto mi stia piacendo insegnare, soprattutto ai teenagers. Non mi aspettavo di incontrare studenti cosi giovani e già profondamente appassionati per il documentario. Alcuni di loro scelgono di raccontare storie personali molto coinvolgenti, e percepisco un profondo bisogno di esprimersi creativamente e di essere ascoltati.Quest’anno poi , con la pandemia, ho insegnato interamente online, per cui ho avuto studenti di tutto il mondo: dalla Cina, all’India, dal Sud Africa all’Europa. La bellezza di insegnare cinematografia e montaggio nel dipartimento di documentari poi, e’ che oltre all’aspetto tecnico, ci confrontiamo con le storie di altri esseri umani, per cui c’e’ un continuo scambio di vita, esperienze, realtà e culture.

Innovazione e ambiente: ci parli di Synaptica, il collettivo internazionale di professionisti con cui collabori? Da quanto tempo va avanti? Di che progetti o materie vi occupate in generale? Nello specifico, in cosa consiste il tuo lavoro di documentary storytelling?
Synaptica e’ un progetto che ha preso forma agli inizi del 2020. Siamo una comunità internazionale di attivisti uniti da valori di solidarietà, ispirati dalla giustizia sociale e ambientale, una rete di professionisti motivati a creare soluzioni e contribuire a un pianeta migliore.Lavoriamo e interveniamo in vari campi: tecnologico, educativo, comunitario e artistico. Alcuni dei nostri progetti includono: ALKIMIA, un business sociale che combina architettura sostenibile e tecnologia appropriata con impatto socio-ambientale per creare soluzioni innovative per la raccolta e lo stoccaggio della pioggia e della nebbia. Questa installazione viene costruita con una fusione di materiali accessibili locali ed economici e attraverso il coinvolgimento delle comunità locali. Un altro progetto e’ il Cosmic Social Outreach, un festival internazionale di arte, musica e coscienza realizzato ogni anno nel lago Atitlan, Guatemala, ed e’ una convergenza tra la cultura ancestrale Maya e i modelli di vita alternativi contemporanei.Io sono la coordinatrice del settore audio visivo e documentaristico, per cui mi occupo di gestire la produzione e la realizzazione di video documentari dei nostri progetti o di quelli dei nostri partners. Per esempio, attualmente sto lavorando su un corto documentario su Iena Cruz, un muralista che dipinge con pitture che assorbono l’inquinamento.

Una volta hai definito il documentario come una perfetta combinazione tra arte, ricerca e indagine sull’essere umano e impegno sociale. Ci spieghi meglio questa affermazione?
Si, esatto. Per me infatti il documentario comprende un aspetto cinematografico e artistico, con tutto un suo linguaggio estetico che amo e mi appassiona profondamente. Da qui deriva la mia motivazione nel voler specializzarmi in cinematografia, in quanto la direzione della fotografia in un documentario e’ strettamente finalizzata alla storia che si vuole raccontare, e a come farlo in termini visivi ed estetici. Per quanto il documentario si basi su improvvisazione e imprevedibilità, avere una consapevolezza della propria visione e approccio artistico e’ fondamentale ai fini della storia. Allo stesso tempo per me il documentario non e’ soltanto un mestiere, ma e’ anche un modo di vivere e di stare al mondo, in quanto per me e’ un canale per promuovere un cambiamento politico e sociale. Diffondere consapevolezze su questioni sociali e ambientali, con il fine di ispirare un reale cambiamento nel mondo, e’ cio che ha sempre guidato le mie scelte. Infine, se adoperato un approccio etico e partecipativo a stretto contatto con le persone, e’ un mezzo in cui ognuno ha l’opportunità di rappresentarsi e raccontare la propria storia.

 

 

 

 

 

 

 

Roberta Nardi
the authorRoberta Nardi
Alle spalle una laurea quinquennale in Giurisprudenza, un diploma post-laurea in professioni Legali ed un Master di specializzazione in Digital Marketing & Social Media Communication all'Università LUISS. Roberta Nardi è giornalista pubblicista dal 2013 ed opera sul territorio nazionale come ufficio stampa e organizzazione eventi. E' stata direttore di riviste di legge, cultura e informazione Ha ideato e condotto il format Tv #tralerighe su reti locali; è inviata di Sky BLU 940, è attualmente presentatrice del programma Rec 360, una trasmissione in onda a livello regionale e nazionale. Lavora inoltre come Social Media Manager. E' caporedattore di iMOVIEZ Magazine da Aprile 2017
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