Paolo Sorrentino è uno dei registi italiani più premiati e influenti del cinema contemporaneo, vincitore di Oscar, Golden Globe, David di Donatello e Nastri d’Argento. Nelle sue opere ha rivelato di avere uno stile originale e una dialettica cinematografica che combina ironia sottile, estetica raffinata, e una profonda attenzione nei confronti dei personaggi che porta in scena. Dai primi anni 2000 a oggi Sorrentino ha messo d’accordo critica e pubblico e ha ricevuto sempre diversi consensi dagli addetti ai lavori.
Il regista napoletano ha realizzato film che sono oggi considerati dei capolavori dove la narrazione è fluida e originale, ma in alcuni tratti anche complessa. Spesso ha usato le immagini per raccontare gli aspetti più intimi e meno palesi dell’animo umano. Di seguito i cinque film più rappresentativi del regista partenopeo, pellicole che evidenziano il suo stile.
L’uomo in più (2001)
È il primo lungometraggio di Sorrentino e segna l’inizio della collaborazione artistica con Toni Servillo. Racconta la vita parallela di due uomini con lo stesso nome ma destini diversi: un calciatore famoso e un cantante cinico e disincantato. Il film si ispira a figure reali ed è stato apprezzato per la sua vena malinconica. Ha anche vinto il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente
Le conseguenze dell’amore (2004)
Il secondo film di Sorrentino, presentato al Festival di Cannes, è un thriller psicologico che ha come protagonista Titta Di Girolamo, un uomo solitario intrappolato in un’esistenza deludente in un hotel di Lugano. Il regista ritorna a collaborare con Toni Servillo: tra i due si consolida un feeling speciale sul set. La pellicola è stata presentata al Festival di Cannes e ha ottenuto un consenso più ampio rispetto al precedente lavoro. Le conseguenze dell’amore ha conquistato numerosi riconoscimenti in Italia, confermando Sorrentino come uno dei nomi più interessanti del cinema moderno.
Il divo (2008)
Un ritratto biografico del potente politico italiano Giulio Andreotti, interpretato da Toni Servillo. Il film esplora il potere, l’ambiguità morale e i retroscena politici dell’Italia recente, ed è stato accolto con entusiasmo da critica e pubblico, vincendo tra l’altro il Premio della Giuria al Festival di Cannes.
This Must Be the Place (2011)
This Must Be the Place è il primo film in lingua inglese del regista, con protagonista Sean Penn nel ruolo di una rockstar in pensione. È una storia di identità e di scoperta personale, che si realizza in un contesto di solitudine, con una colonna sonora curata da David Byrne. Il film ha ampliato la fama internazionale di Sorrentino.

Cheyenne, questo il nome dell’artista, ha scelto di esiliarsi nella sua casa di Dublino, ma non rinuncia alla sua immagine d’artista: continua infatti a mostrarsi in pubblico come se dovesse esibirsi su un palco. Il film ha vinto ben sei David di Donatello e ha incassato circa 6 milioni di euro.
La Grande Bellezza (2013)
Il film che ha consacrato definitivamente Paolo Sorrentino a livello mondiale è sicuramente La Grande Bellezza. Ambientato nella Roma contemporanea, segue le riflessioni di Jep Gambardella, un giornalista cinico perso tra feste, ricordi e disillusioni.
La Grande Bellezza ha vinto l’Oscar come miglior film straniero, oltre a numerosi altri premi internazionali, ed è considerato un capolavoro del cinema moderno per la sua estetica, profondità tematica e critica sociale. Le pellicole citate sono disponibili su alcune piattaforme streaming a pagamento come Netflix o Apple tv, e occasionalmente possono essere inserite in promozioni temporanee di Amazon o Mediasetinfinity.


