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MARICLA PANNOCCHIA CI PARLA DEL SUO CORTO “MENTRE TE NE VAI”

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Maricla Pannocchia, accende i riflettori sul DIPG (glioma diffuso intrinseco del ponte), un tipo di tumore al cervello che colpisce quasi esclusivamente i bambini e che è terminale alla diagnosi.

 

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Ciao Maricla, raccontaci chi sei e cosa fai nella vita…
Ciao a tutti! Sono fondatrice e Presidente dell’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro che offre supporto sociale e fra coetanei a ragazzi/e da tutta Italia, fra i 13 e i 24 anni, che hanno o hanno avuto il cancro, attraverso attività ricreative gratuite. Sono inoltre attrice, produttrice e scrittrice.

Con la tua Associazione hai prodotto un cortometraggio dal titolo “Mentre te ne vai”. Di cosa parla?
Sì, a febbraio di quest’anno ho prodotto il cortometraggio “Mentre te ne vai” per accendere i riflettori sul DIPG (glioma diffuso intrinseco del ponte) un tumore al cervello che colpisce quasi esclusivamente i bambini e per il quale non c’è cura. Sono venuta a sapere dell’esistenza del DIPG seguendo pagine e gruppi Facebook di genitori stranieri e mi sono resa conto che ne sentiamo parlare pochissimo. Di solito chi ne è a conoscenza è perché purtroppo conosce qualcuno che ne è stato colpito. Ciò che mi ha sconvolta è come questo tipo di tumore pian piano rubi ai bambini tutte le capacità basilari come parlare, ingoiare, mangiare, muoversi ecc fino a portarli alla morte. Il DIPG è considerato “raro” ma purtroppo basta farsi un giro su questi gruppi FB per capire che non è così; conosco virtualmente persone italiane che hanno perso un figlio o un nipote per via del DIPG o che stanno ancora combattendo. Siccome il DIPG è considerato “raro” s’investe pochissimo sulla ricerca scientifica e questo è sbagliatissimo. Solo finanziando la ricerca potremo, un giorno, arrivare a una cura. E penso che il primo passo per sensibilizzare le persone a donare sia metterle a conoscenza dell’esistenza di questo tipo di tumore.

E’ per questo che hai prodotto “Mentre te ne vai”…
Sì, esso è stato un lavoro di squadra, un progetto zero budget reso possibile dalla generosità e disponibilità di tutte le persone coinvolte. Il cortometraggio dura circa 5 minuti ed è visionabile gratuitamente sulla pagina Facebook della mia Associazione di volontariato (www.facebook.com/adolescentiecancro ). Invito tutti i lettori a visionarlo; so che la tematica è molto forte ma conoscere e divulgare è estremamente importante. Il cortometraggio è stato selezionato al Lift Off Session Online e nella sezione Market del Social World Film Festival ma non l’ho prodotto aspirando a premi o cose del genere; ciò che mi preme è che venga visto da un numero sempre maggiore di persone.

Nel cortometraggio reciti nel ruolo della madre della bambina diagnosticata con il DIPG…
Sì, per diffondere meglio il messaggio ho scelto di avere degli attori madrelingua inglesi che facessero da voice over. Gli attori italiani, quindi, non avevano battute. E’ stato un ruolo molto impegnativo, interpretare una madre la cui figlia di 7 anni sta morendo per un tumore che la maggior parte della gente ignora. Sapevo di avere una grossa responsabilità proprio perché conosco, di persona o “solo” tramite social, tanti genitori che hanno vissuto sulla loro pelle un’esperienza del genere. Inoltre, è stato particolare anche a livello recitativo proprio perché non avevamo battute e quindi dovevamo trasmettere le emozioni solamente attraverso il linguaggio del corpo e le espressioni facciali.

 
 

Hai partecipato anche ad altri film indipendenti…
Sì, oltre a interpretare piccoli ruoli in diversi corti indipendenti, sono stata protagonista di due film indipendenti: “Sorelle” per la regia di Francesco Maricchiolo che è disponibile su Youtube e che è stato trasmesso su Globus Television e “La bella lavanderina” per la regia di Luca Bardi destinato al mercato dei festival. Ho partecipato, in passato, anche a spettacoli teatrali. Recitare mi piace perché posso diventare qualcun altro, mi svago, ma posso anche lanciare messaggi importanti producendo lavori in cui credo, come “Mentre te ne vai”, o aderendo ad altri lavori di stampo sociale, come può essere il film “Sorelle” che denuncia i pericoli di Internet e la violenza contro le donne.

Come vedi il tuo futuro?
Sicuramente continuerò a portare avanti il lavoro della mia Associazione di volontariato che mi dà tantissime soddisfazioni a livello umano. Continuerò anche a recitare e magari a produrre altri lavori. L’ambiente creativo mi è sempre piaciuto (non per niente, un’altra mia passione è scrivere!), è stimolante e mi permette di “vivere più di una vita”. L’importante è bilanciare bene il tutto e tenere sempre a mente quali sono le cose che contano davvero.

 

   

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facebook.com/adolescentiecancro

adolescentiecancro.org

 

 

 

 

 
 
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