CINEMA INDIPENDENTE

“Il bosco fuori”, di Gabriele Albanesi

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Girato in HDV, con un budget bassissimo e in totale indipendenza, e quindi libero dalla censura e dai compromessi imposti dalle logiche del mercato, il primo lungometraggio di Gabriele Albanesi riesce ad emergere, seppur uscito in un’unica copia, dall’oblio in cui è stato confinato dal sistema produttivo e distributivo ufficiale l’horror italiano. Il bosco fuori è un omaggio appassionato e sincero tributato al cinema horror degli anni ’70, che non riesce fino in fondo a far emergere, oltre l’aspetto superficiale dell’orrore, le mostruosità nascoste del quotidiano e del sociale o i meccanismi perversi ed insondabili della mente umana, ma che comunque, nella sua dichiarata assenza di pretese, ha la capacità di divertire e che, nella sua forma imprevedibile, tutta costruita su una continua alternanza di soluzioni narrative e stilistiche che passano dall’orrore e dalla violenza più estrema ai toni splatter e grotteschi, riesce a trovare una sua originalità. Il bosco fuori è la storia di Aurora e di Rino, una coppia in crisi che, mentre si apparta nelle vicinanze di un bosco nel tentativo di risolvere i suoi problemi, viene aggredita da tre malviventi. I tre ragazzi vengono messi in fuga dall’intervento di Antonio e Clara, che invitano Aurora e Rino nella loro casa all’interno del bosco, dove vivono con Giulio, loro figlio. Ma il luogo in cui vengono ospitati i due giovani si rivela essere una mostruosa prigione degli orrori. Se da una parte Gabriele Albanesi riesce ad imprimere un buon ritmo al suo film e a creare un’atmosfera cupa, instabile, ma anche eccessiva e divertente, tutta giocata su un’intelligente orchestrazione degli stilemi dell’immaginario horror e gore; dall’altra Il bosco fuori tende a disperdere la sua efficacia nella costruzione troppo ingenua dei dialoghi, come nel tentativo maldestro sul finale del film di penetrare, attraverso le parole di Clara, nel tessuto malato che ha reso mostruosa la sua famiglia, e nella scarsa capacità, resa ancor più evidente da un’interpretazione non eccelsa, di dar spessore ai personaggi, che quando non sono caricature grottesche, anche queste non perfettamente riuscite, risultano quasi completamente prive di personalità. Funziona poco e sembra del tutto superflua anche la scelta narrativa di soffermarsi sulla storia d’amore in crisi di Aurora e Nino, che occupa troppo spazio nella parte iniziale del film per poi essere completamente abbandonata.

Regia: Gabriele Albanesi

   

Interpreti: Daniela Virgilio, Daniele Grassetti, Rino Diana, Santa De Santis, David Pietroni, Fabiano Malantrucco, Geremia Longobardo, Cristiano Callegaro, Francesco Lopez

Distribuzione: NeroFilm

Durata: 85’

Origine: Italia, 2006

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